La comunicazione con il cane avviene non soltanto con il suono e il tono delle parole (loro associano ad alcuni suoni un significato ma non capiscono la frase intera), ma soprattutto con il linguaggio del corpo che per loro risulta essere chiaro. Di seguito, alcuni esempi.
ESEMPIO 1: In passeggiata il cane è davanti a noi e il guinzaglio in tensione, abbaia e ringhia ad un altro cane che si sta avvicinando, e noi continuiamo a tirare indietro verso di noi il cane attraverso il guinzaglio. Cosa stiamo comunicando in questo caso al cane? Con la nostra postura noi stiamo dicendo “Salvami amico mio, quello che si sta avvicinando è un pericolo e io ho paura” e così facendo stiamo dando al cane la responsabilità della nostra incolumità, cosa che un cane non dovrebbe mai avere perché provoca parecchio stress e il fatto di non riuscire adeguatamente a proteggerci lo svilisce.
ESEMPIO 2: Cane che salta addosso a qualcuno per salutare, fare le feste e richiamare l’attenzione. In questo caso di solito la maggior parte delle persone si mette a urlare “no”, “stai giù” e con le mani lo spingono a terra. In questo modo stiamo dando al cane quello che lui vuole e cioè la nostra attenzione. Non importa quanto urliamo e quanta forza usiamo per spingerlo in terra, in questo modo lui ha capito che per avere la nostra attenzione basta saltare addosso e continuerà a ripetere questo comportamento sgradevole. Quando questo atteggiamento lo attua un cucciolo o un cane di taglia piccola spesso è fastidioso, ma quando a farlo è un cane adulto e di taglia grande la situazione può degenerare e si può perdere il controllo. Potrebbe saltare addosso a persone anziane e bambini facendoli cadere per terra e questo potrebbe crearvi molti problemi. In ogni caso, indipendentemente dalla taglia e dall’età del cane, l’atteggiamento corretto da avere quando un cane vi salta addosso è di voltargli le spalle senza dire nulla e se è il caso allontanarvi di un passo. Probabilmente all’inizio il cane ripeterà il comportamento con più foga ma dopo un po’ si chiederà il perché della non considerazione e indietreggerà o si metterà seduto. Dovrete essere molto veloci a premiare questo comportamento gradito con un bel “bravo” e un premietto alimentare a lui gradito. In poco tempo vi accorgerete che il cane smetterà di saltare addosso e si siederà in attesa della vostra attenzione.
ESEMPIO 3: Tanti proprietari al momento di richiamare il cane in libertà continuano a dire il nome del cane seguito dal “vieni” e magari gli corrono dietro. Tante volte in area cani si assiste a scene di proprietari che corrono dietro al cane per acchiapparlo e cercano di farsi aiutare dagli altri padroni per prenderlo. Niente di più esilarante e divertente per un cane che prenderà questo marasma come il gioco più bello della sua vita. Inseguire il cane gli fa capire che quella è la direzione giusta da prendere, quindi il nostro è un atteggiamento sbagliato. In questi casi il 90% delle volte basta semplicemente richiamarlo e voltargli le spalle andando nella direzione opposta alla sua. Se iniziamo a fare così con il cane da cucciolo non avremo nessun problema a richiamarlo da adulto. Importante e fondamentale nel caso del richiamo è non richiamare mai il cane solo nel momento in cui bisogna andare a casa, perché così facendo il richiamo per lui diventerà una cosa negativa. Bisognerebbe invece, nei suoi momenti di libertà, richiamarlo spesso per fare qualche giochino con lui e poi lasciarlo di nuovo libero. Se ci comportiamo in questo modo il cane avrà fiducia in noi e tornerà volentieri al richiamo perché non vorrà dire sempre e solo tornare a casa ma anche fare qualche cosa di piacevole col proprietario.
ESEMPIO 4: Un’altra cosa completamente errata da fare è continuare a usare la parola “no” in qualsiasi situazione, anche quando non è necessaria. Continuare a dire “no” farà perdere di valore questa parola e quando sarà davvero necessaria il cane non vi ascolterà. Bisogna sempre offrire al cane un’alternativa positiva quando inibiamo un comportamento con il “no”. Potrebbe per esempio succedere di trovare per terra del cibo che non vogliamo che il nostro cane ingerisca perché potrebbe fargli male (ossa, bocconi avvelenati, ecc.), in questo caso dire “NO” ci sarà di aiuto se mettiamo il nostro piede davanti alla pietanza e, quando il cane desisterà, premiarlo con un bocconcino buonissimo e un bel “bravo”, questo ripagherà il cane della sua rinuncia. Stessa cosa vale per il nome del cane. Ripeterlo quando siamo contenti, quando siamo arrabbiati, quando siamo annoiati, gli farà perdere completamente il suo valore. Il nome del cane deve essere sempre associato a un’emozione positiva.