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“Da oggi inizia la vostra favola, una nuova vita, un percorso lungo ed emozionante, da oggi le vostre vite saranno saldate da un legame forte e sincero. Lui è il nuovo membro della tua famiglia, il tuo migliore amico e ti amerà fino alla fine del mondo … in cambio ti chiede lealtà  e amore, NON TRADIRLO.”

Gli Amici Di Spino hanno pensato di aiutare tutti gli adottanti nella gestione del nuovo membro della famiglia con alcuni consigli relativi ad alcune situazioni che possono presentarsi. Questi consigli non hanno la presunzione di essere la "verità assoluta" sulla gestione di un cane, ma sono frutto di esperienze e di studi di una nostra socia, Rosalba, che si è diplomata recentemente presso una scuola che utilizza un metodo di insegnamento basato sull'approccio cognitivo-zooantropologico conseguendo il titolo di educatrice.

Premessa - La consapevolezza nell'adottare un cane adulto o un cucciolo

L’entusiasmo iniziale quando si vede una foto di un cucciolino tutto ciccia o di un adulto con gli occhi dolci deve essere sempre accompagnato dalla consapevolezza che la vita di tutta la famiglia cambierà (sicuramente in positivo): è importante sapere che inizialmente bisognerà abituarsi al nuovo membro del gruppo e lui dovrà abituarsi a voi; inoltre, potranno esserci delle rinunce, delle difficoltà e delle arrabbiature (rosicchiamento mobili e ciabatte, bisognini in casa in casa i primi tempi, ecc…) perché parliamo di un essere vivente con delle necessità concrete per il quale sarà necessario investire tempo e denaro. Solo quando tutta la famiglia sarà pronta ad accogliere il nuovo membro potrete alzare il telefono e chiamarci. Sicuramente una bella storia avrà inizio e potrete stare certi che il prescelto vi porterà tante gioie e soddisfazioni.

Premessa - L'approccio cognitivo-zooantropologico (CZ)

Il termine “cognitivo” indica le facoltà mentali. Questo approccio considera il cane come un soggetto dotato di mente il cui comportamento e apprendimento non sono frutto di un condizionamento ma sono il risultato delle esperienze vissute e delle sue attività mentali. Il cane è quindi in grado di riflettere, ricordare, fare esperienze e proiettarsi nel futuro.
Con il termine “zooantropologico”, invece, si intende una scienza chiamata zooantropologia che studia la relazione tra l’uomo e le altre specie animali e i contributi di cambiamento che l’uomo può ricevere dalla relazione con esse.

L’approccio CZ rivolge la massima attenzione alla relazione tra il proprietario e il suo cane che deve essere quanto più equilibrata e articolata possibile. L’importanza di questo approccio all’interno della relazione tra cane e proprietario sta nel considerare l’animale non come oggetto, strumento da “raddrizzare” o “perfezionare”, ma come un soggetto dotato di una mente. Il cane è in grado, a tutti gli effetti, di assimilare ed elaborare le informazioni che riceve dal mondo esterno, così da trovare da solo la risposta a determinati stimoli, ovvero la reazione a determinate azioni. L’approccio CZ si differenzia non solo dall’addestramento tradizionale basato su coercizioni e punizioni ma anche da altri metodi basati essenzialmente sul rinforzo positivo andando oltre a questo perché si rivolge alla mente del cane, alle sue capacità di apprendimento e allo sviluppo del suo potenziale cognitivo entrando in un ambito strettamente pedagogico. L’approccio CZ intende interpretare i comportamenti del cane sulla base delle motivazioni (quello che al cane piace fare), cerca di comprendere i processi di apprendimento (come il cane impara a fare qualcosa) e vuole facilitarli (cioè, rende il passaggio delle informazioni tra cane e proprietario più chiaro e semplice possibile). Nell'approccio CZ, non si parla mai di “sedute di addestramento” ma di “programmi educativi”. A differenza dell'”addestramento” che pone come obiettivo quello di insegnare al cane abilità che possiamo utilizzare, quasi come se fosse una macchina da programmare per uno scopo, il fine dell'educazione è sviluppare la mente del cane per raggiungere completamente tutte le sue potenzialità ed integrarlo nel modo più sereno possibile nel nostro mondo frenetico. Per questi motivi l’approccio CZ prevede che alla base del training ci sia la relazione uomo-cane: il training è infatti sempre applicato al binomio e mai soltanto all’animale perchè l’obiettivo finale del processo educativo è la massima valorizzazione della relazione.

Prepararsi all’arrivo del nuovo membro - Cuccia e copertina

Il cucciolo o l'adulto in arrivo avrà bisogno di una cuccetta o un cuscinone dedicato a lui con sopra una copertina lavabile e trasportabile ovunque. Dedicare uno spazio adeguato al vostro cagnolino gli permetterà di trovare la calma in casa e di avere un luogo tutto suo dove recarsi quando non vuole essere disturbato. La cuccetta non va posizionata nei punti di passaggio, sotto i termosifoni e in prossimità di porte e finestre ma non deve comunque essere messa in un punto dove il cane possa sentirsi escluso dalla routine familiare. La copertina diventerà il suo lettino trasportabile. Ovunque andrete, lui associerà la copertina alla tranquillità. Copertina e cuccetta hanno, per il cane, lo stesso valore che ha per noi il letto, quindi non bisogna mai disturbarlo quando ci si reca spontaneamente e bisogna insegnare ai bimbi della famiglia a rispettare questo luogo.

Prepararsi all’arrivo del nuovo membro - Strumenti per la somministrazione del cibo

Il cucciolo o l'adulto avrà bisogno di due ciotole, una per l’acqua che dovrà essere sempre fresca e a disposizione, e una per la pappa. Riguardo l’alimentazione, per i cuccioli è preferibile mettere a disposizione il cibo tre volte al giorno (mattino, mezzogiorno e sera), mentre per gli adulti due (mattina e sera). Il consiglio principale è di non lasciare MAI il cibo a disposizione per tutta la giornata ma per circa 15 minuti a volta; se il cane non ha finito o si mostra poco interessato togliamo la ciotola che sarà riproposta al pasto successivo. Anche per fare capire al cane il suo ruolo all'interno del nucleo familiare, è importante essere presenti in casa quando consuma il suo pasto e bisogna posare la ciotola in terra solo nel momento in cui il cane si calma. L’ideale è che il cane aspetti seduto e che impari ad auto controllarsi in questo momento. Non si deve MAI dare cibo dal tavolo.
Relativamente i croccantini da comprare si consigliano prodotti italiani e cruelty-free (in generale, rivolgesi al proprio veterinario di fiducia). È molto importante comprare croccantini e cibo umido di qualità per mantenere in salute il vostro amico a quattro zampe; nel tempo si risparmieranno soldi per cure veterinarie e inutili sofferenze al vostro quattrozampe. I croccantini hanno tutte le sostanze nutritive di cui il cane ha bisogno e la loro consistenza secca aiuta i denti a ripulirsi dal tartaro. Nel caso si vuole somministrare cibo casalingo, è consigliabile essere eguiti da un veterinario dietologo che possa dare indicazioni su come e cosa cucinare in modo che il cane abbia il giusto apporto di vitamine e proteine giornaliere.

Prepararsi all’arrivo del nuovo membro - Strumenti per la passeggiata

Gli strumenti utili e consigliati per la passeggiata sono due: una “pettorina ad H” (o pettorina svedese) a doppio aggancio e un guinzaglio a fettuccia di 3 metri accorciabile a 1,5 metri (entrambi devono essere tolti in casa per dare al cane una maggiore comodità). Non sono consigliati i collari a strozzo e anche quelli normali perchè nel tempo possono provocare danni alla trachea, alla tiroide, alla laringe e alle vertebre, stesso problema le pettorine scapolari. Non sono neanche consigliati i guinzagli estensibili perchè, anche se vendibili separatamente, sono vietati dalla legge e sono pericolosi soprattutto quando a guinzaglio ci sono cani di piccola taglia che possono finire sotto le auto o dentro i cancelli dove si trovano altri cani che non gradiscono sia invaso il loro territorio. E' invece consigliato (soprattutto a chi ha un giardino) di fare una medaglietta con il nome e i numeri utili da agganciare ad un collarino in modo tale che, se il cane scappa in un attimo di distrazione, chi lo trova può rintracciare facilmente i proprietari senza passare dai vigili o dal canile della città per la lettura del microchip.
Perchè non è consigliato un collare a strozzo o semi-strozzo? Il collare a strozzo o semi-strozzo non fa smettere di tirare il cane, o meglio solo in determinati casi nei quali ha dolore e si sente strozzato. Comunque, il cane capisce chi è che gli causa dolore. Per farlo smettere di tirare lo si deve mettere prima nella condizione di maggiore comodità possibile e poi lavorare con lui sulla calma in ambienti esterni e sulla fiducia nei nostri confronti. Una cosa importante da sapere è che i cani comunicano col collo e che la maggior parte delle “risse” a guinzaglio succedono perché i padroni tirano il guinzaglio mettendo in trazione il collo e facendogli assumere (contro la sua volontà) una posizione di minaccia nei confronti dell’altro cane che, sentendosi provocato, attacca. Questa situazione accade nel 90% degli incontri tra cani con padroni insicuri e paurosi di fare avvicinare il cane ad altri cani, e preclude la possibilità di socializzare correttamente, cosa molto importante per lo sviluppo sociale del cane.
Perchè un guinzaglio di tre metri? Il guinzaglio di tre metri permette al cane di passeggiare serenamente e di annusare i punti per lui interessanti senza stare appiccicato al padrone. Permettere al cane di seguire gli odori mentre è al guinzaglio è una delle cose più importanti per una passeggiata in serenità. Mentre alle persone basta un colpo d’occhio per capire dove ci si trova, al cane non basta guardare. La sua percezione dello spazio è per lo più olfattiva ed è molto importante dargli tempo per capire dove si trova e chi è passato da lì prima di lui, dandogli così la possibilità di tranquillizzarsi e conoscere l'ambiente circostante. Inoltre, con questo guinzaglio potrà socializzare coi suoi simili nel modo corretto e senza ansie. Anche per cambiare direzione è opportuno non tirare dal guinzaglio ma fare un piccolo suono con le labbra per attirare l’attenzione del cane e con la mano indicare la direzione che vogliamo prendere.

Come fare - I bisognini in casa nei primi tempi

I primi problemi che tutti i nuovi proprietari di un cucciolo si trovano a dover affrontare sono i bisognini fatti dentro casa. I cuccioli nei primi mesi di vita non hanno chiara la sensazione del “mi scappa la pipì” e se ne accorgono solo quando succede. Dai due ai quattro mesi il cucciolo impara a riconoscere quella sensazione e pian piano a controllarla. Non bisogna mai interferire questo processo di apprendimento sgridando il cucciolo quando fa i bisogni in casa. Questo fase di sviluppo è delicata (ma fortunatamente anche abbastanza veloce) quindi sarà sufficiente un po' di pazienza e pochi accorgimenti per aiutarlo a fargli capire dove sporcare senza che si creino ansie e paure.
Il primo consiglio è quello di non lasciare una traversina o un foglio di giornale in un punto della casa perchè il cane lo interpreta come un segnale su dove è permesso liberarsi in casa e potrebbe allungare i tempi di apprendimento. Nel caso sporcasse in casa bisogna pulire senza farsi vedere dal cane e avere un po’ di pazienza le prime settimane. Mai sgridare il cucciolo se fa i bisogni in casa o strofinargli il musetto nella pipì perchè, così facendo, il cucciolo associa i bisogni alla paura di essere sgridato e non sarà mai tranquillo nel momento in cui deve evacuare (addirittura, questo potrebbe portare alcuni cani a mangiare le proprie feci per nasconderle allo sguardo del padrone).
Il secondo consiglio è quello di portare fuori il cucciolo molto spesso e premiarlo quando fa i bisognini all'aperto con coccole o dei biscotti in maniera tale che lui associ i bisogni fuori casa con qualcosa di positivo. Si ricorda che i cuccioli solitamente hanno bisogno di evacuare appena si svegliano, dopo il gioco e dopo la pappa. Si ricorda anche che i cuccioli sono piuttosto restii a sporcare fuori nei primissimi mesi della loro vita perchè le deiezioni sono uno strumento di comunicazione verso gli altri animali e l'iniziale tendenza dei piccini è quella di non segnalare la loro presenza.

N.B.: Alcuni veterinari consigliano di non fare uscire il cucciolo di casa prima del secondo vaccino. Se da un punto di vista medico è sicuramente corretto, da un punto di vista della socializzazione potrebbe non esserlo completamente perchè rinchiudere i cuccioli per un periodo più o meno prolungato di tempo in un ambiente chiuso senza fargli conoscere l'ambiente esterno può influire negativamente sul comportamento futuro del cane. Nei primissimi mesi di vita, i cuccioli sono come spugne che assimilano tutto ed è opportuno fargli fare più esperienze possibili.

Come fare - Il cane mordicchia e distrugge

Uno dei comportamenti più fastidiosi per tutti i proprietari è il “mordicchiamento” da parte del cane di: mobili, telecomandi, ciabatte e oggetti di varia natura.
Ci sono vari motivi che possono portare il cane a esprimere questo comportamento. Il primo (e non da sottovalutare) è il bisogno fisiologico: i cuccioli intorno ai sei mesi cambiano i denti e, come per i bambini, il fastidio li induce a masticare quello che trovano per provare un po’ di sollievo. Un altro dei motivi è causato dalla voglia di conoscere: nei primi mesi di vita, i cuccioli imparano a conoscere forme, consistenze e materiali con la bocca. Il terzo motivo (e il più comune) è portato da un fattore psicologico di stress: per i cani, masticare è un antistress naturale che offre al corpo la possibilità di rilasciare endorfine; in questo caso, i cani lo fanno solo quando sono da soli per scaricare l’ansia da assenza del padrone, oppure quando il padrone è presente per attirarne l’attenzione.
In ognuno dei tre motivi sopra elencati, il cane ricercherà sistematicamente quegli oggetti a cui noi diamo attenzione (cellulare, telecomando, pantofole…). E' importante non sgridare il cane se il danno è stato fatto quando è da solo perchè lui non riuscirà ad associare il danno al rimprovero in quanto distanti nel tempo. Talvolta e in maniera errata i proprietari pensano che il rimprovero funzioni perché la volta dopo il cane, dopo aver fatto il danno, va a nascondersi con aria colpevole, ma in realtà quello che il cane comprende è l’espressione e la postura assertiva del nostro corpo nei suoi confronti ed è per questo che va via e cerca di nascondersi dal nostro sguardo. Ciò che invece si otterrà, sarà invece l'associazione del ritorno del proprietario in casa a una cosa molto negativa che crea ansia nel momento in cui il cane resta da solo.
Per prevenire eventuali danni a cose importanti e dispendiose, nel caso in cui il cane è lasciato solo al cane è necessario fornirgli qualcosa di sostitutivo sul quale riversare la sua attenzione e le sue necessità come ossa (assolutamente non quelle vere ma quelle che si trovano in negozi dedicati e che possono essere di tutte le dimensioni e sapori) o altri oggetti come il Kong (di forma sferica e di materiale indistruttibile) che può essere riempito di carne, wurstel, biscotti, formaggio fresco o congelato. Se il cane, invece, ha l’abitudine di rosicchiare oggetti anche in presenza del padrone, è sufficiente guardarlo dicendo semplicemente “no” oppure chiamarlo distogliendo la sua attenzione da quello che stava facendo e sostituendo l’oggetto in questione con un altro.

Come fare - Il cane abbaia e si dispera quando rimane solo

Per un cucciolo di 2/3 mesi separarsi dai fratellini e dalla mamma è un passo molto importante e difficile e nei primi mesi di vita ha la continua necessità di contatto e rassicurazione. Nella nuova casa, il piccino prenderà un punto di riferimento in famiglia e non vorrà staccarsi da lui abbaiando e disperandosi una volta lasciato solo. Costruire il momento del distacco dal nuovo padrone in modo adeguato è importante perchè il cucciolo viva bene lo stare solo in casa. Teoricamente un cucciolo non andrebbe mai lasciato solo prima dei 5 mesi (periodo in cui il distacco è un passo naturale) ma quasi mai è possibile. Per aiutarlo al distacco e alla solitudine, è possibile 'allenarlo' insegnandoli a stare nella propria cuccia da solo anche solo pochi minuti (per esempio, andando in un'altra stanza e dandogli un giochino per distrarlo) e premiarlo (con coccole o biscotti) una volta che ha smesso di guaire. Aumentando di volta in volta il tempo in cui sta solo, il cane acquisirà la consapevolezza che non è stato abbandonato ma che il padrone tornerà sempre.

Come fare - Accarezzare un cane

Il corpo del cane è suddiviso in “aree fredde” e “aree calde”. Le aree fredde si estendono dal collo a parte del posteriore e dalla groppa al ventre; mentre le aree calde riguardano testa, coda, zampe e posteriore. Le aree fredde sono le prime che possono essere toccate già dal primo incontro, mentre le aree calde sono le zone in cui il cane si sente più vulnerabile e se non ha un rapporto di completa fiducia nei nostri confronti non devono essere toccate. Spesso capita di vedere persone che per accarezzare un cane mettono direttamente la mano sulla loro testa: nella maggior parte dei casi il cane fa un passo indietro e si ritrae cercando di capire perchè quello sconosciuto vuole mettergli una mano in testa (il gesto dall’alto verso il basso della mano può spaventare i cani perché può essere interpretato come inizio di violenza); in altri casi i cani potrebbero spaventarsi tanto da ringhiare e addirittura arrivare a provare a mordere. E' opportuno ricordare che il cane comprende la nostra comunicazione corporea in misura maggiore rispetto alle nostre parole ed è di basilare importanza sapersi relazionare con lui, che sia un cucciolo o che sia un adulto, in modo tale da poter instaurare fin dall'inizi un rapporto di completa fiducia.

Come fare - Comunicare con il cane

La comunicazione con il cane avviene non soltanto con il suono e il tono delle parole (loro associano ad alcuni suoni un significato ma non capiscono la frase intera), ma soprattutto con il linguaggio del corpo che per loro risulta essere chiaro. Di seguito, alcuni esempi.

ESEMPIO 1: In passeggiata il cane è davanti a noi e il guinzaglio in tensione, abbaia e ringhia ad un altro cane che si sta avvicinando, e noi continuiamo a tirare indietro verso di noi il cane attraverso il guinzaglio. Cosa stiamo comunicando in questo caso al cane? Con la nostra postura noi stiamo dicendo “Salvami amico mio, quello che si sta avvicinando è un pericolo e io ho paura” e così facendo stiamo dando al cane la responsabilità della nostra incolumità, cosa che un cane non dovrebbe mai avere perché provoca parecchio stress e il fatto di non riuscire adeguatamente a proteggerci lo svilisce.

ESEMPIO 2: Cane che salta addosso a qualcuno per salutare, fare le feste e richiamare l’attenzione. In questo caso di solito la maggior parte delle persone si mette a urlare “no”, “stai giù” e con le mani lo spingono a terra. In questo modo stiamo dando al cane quello che lui vuole e cioè la nostra attenzione. Non importa quanto urliamo e quanta forza usiamo per spingerlo in terra, in questo modo lui ha capito che per avere la nostra attenzione basta saltare addosso e continuerà a ripetere questo comportamento sgradevole. Quando questo atteggiamento lo attua un cucciolo o un cane di taglia piccola spesso è fastidioso, ma quando a farlo è un cane adulto e di taglia grande la situazione può degenerare e si può perdere il controllo. Potrebbe saltare addosso a persone anziane e bambini facendoli cadere per terra e questo potrebbe crearvi molti problemi. In ogni caso, indipendentemente dalla taglia e dall’età del cane, l’atteggiamento corretto da avere quando un cane vi salta addosso è di voltargli le spalle senza dire nulla e se è il caso allontanarvi di un passo. Probabilmente all’inizio il cane ripeterà il comportamento con più foga ma dopo un po’ si chiederà il perché della non considerazione e indietreggerà o si metterà seduto. Dovrete essere molto veloci a premiare questo comportamento gradito con un bel “bravo” e un premietto alimentare a lui gradito. In poco tempo vi accorgerete che il cane smetterà di saltare addosso e si siederà in attesa della vostra attenzione.

ESEMPIO 3: Tanti proprietari al momento di richiamare il cane in libertà continuano a dire il nome del cane seguito dal “vieni” e magari gli corrono dietro. Tante volte in area cani si assiste a scene di proprietari che corrono dietro al cane per acchiapparlo e cercano di farsi aiutare dagli altri padroni per prenderlo. Niente di più esilarante e divertente per un cane che prenderà questo marasma come il gioco più bello della sua vita. Inseguire il cane gli fa capire che quella è la direzione giusta da prendere, quindi il nostro è un atteggiamento sbagliato. In questi casi il 90% delle volte basta semplicemente richiamarlo e voltargli le spalle andando nella direzione opposta alla sua. Se iniziamo a fare così con il cane da cucciolo non avremo nessun problema a richiamarlo da adulto. Importante e fondamentale nel caso del richiamo è non richiamare mai il cane solo nel momento in cui bisogna andare a casa, perché così facendo il richiamo per lui diventerà una cosa negativa. Bisognerebbe invece, nei suoi momenti di libertà, richiamarlo spesso per fare qualche giochino con lui e poi lasciarlo di nuovo libero. Se ci comportiamo in questo modo il cane avrà fiducia in noi e tornerà volentieri al richiamo perché non vorrà dire sempre e solo tornare a casa ma anche fare qualche cosa di piacevole col proprietario.

ESEMPIO 4: Un’altra cosa completamente errata da fare è continuare a usare la parola “no” in qualsiasi situazione, anche quando non è necessaria. Continuare a dire “no” farà perdere di valore questa parola e quando sarà davvero necessaria il cane non vi ascolterà. Bisogna sempre offrire al cane un’alternativa positiva quando inibiamo un comportamento con il “no”. Potrebbe per esempio succedere di trovare per terra del cibo che non vogliamo che il nostro cane ingerisca perché potrebbe fargli male (ossa, bocconi avvelenati, ecc.), in questo caso dire “NO” ci sarà di aiuto se mettiamo il nostro piede davanti alla pietanza e, quando il cane desisterà, premiarlo con un bocconcino buonissimo e un bel “bravo”, questo ripagherà il cane della sua rinuncia. Stessa cosa vale per il nome del cane. Ripeterlo quando siamo contenti, quando siamo arrabbiati, quando siamo annoiati, gli farà perdere completamente il suo valore. Il nome del cane deve essere sempre associato a un’emozione positiva.

Come fare - Inserire un cucciolo dove è già presente un cane

Inserire in casa un nuovo cucciolo dove abita già un cane adulto può creare un po' di confusione all’inizio soprattutto per il cane “padrone di casa” ma, rispettando pochissime regole, avere un compagno di scorribande lo renderà felice. All’arrivo del nuovo membro della famiglia è opportuno essere in due in modo tale che una persona porterà il veterano a passeggio fuori e l’altra farà esplorare la casa vuota al nuovo arrivato. Una volta fatto questo, si fa rientrare da solo il veterano in modo che senta l’odore del nuovo arrivato. L’incontro tra i due dovrà poi avvenire all’esterno. Fare una passeggiata a guinzaglio rispettando gli spazi potrà tranquillizzare gli animi. Se si ha la possibilità, è consigliabile anche raggiungere un area cani o comunque un posto recintato e lasciare i cani liberi di conoscersi senza la costrizione del guinzaglio. Di fondamentale importanza è non sganciare MAI un cane che non si conosce. Tornando in casa, si deve fare entrare prima il nuovo arrivato avendo avuto l’accortezza di togliere tutte le risorse per cui si può creare competizione (giocattoli, cibo e acqua). A questo punto si possono lasciare liberi di gironzolare e capirsi tra di loro. Non ci si deve preoccupare troppo se il grande “atterra” il piccolo e se ci sarà qualche ringhio tra i due perchè stanno solo cercando di spiegarsi tra di loro e bisogna lasciarli fare. Ricordarsi di preparare, come per il primo cane, una cuccetta con una copertina per il nuovo arrivato con una ciotola dell'acqua. Riguardo il cibo, è opportuno tenerli separati all’inizio, anche solo in angoli della stanza opposti; se, con il passare del tempo, non si osserva competizione e segnali di nervosismo, si può anche farli mangiare vicini.

N.B.: Soprattutto i primi tempi, è importante dedicare un po' di tempo soltanto al veterano per non farlo ingelosire (facendo, per esempio, delle passeggiate).

@gliamicidispino

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